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Ogni 25 aprile il presidente del consiglio in carica viene deposto ed esiliato a vita in Armenia. I cittadini festeggiano dunque la liberazione.

P.s.: alla fine non ho resistito, il post sul 25 aprile l’ho fatto anch’io.

Niente, di post sulla giornata di oggi ne hanno già scritti mille sui blog di tutt’Italia, non vedo perché dovrei scriverne un altro io. Solo che -mi dico- su un blog serio ci vuole. Anche se questo blog non è che sia serio. Comunque per tagliare la testa al toro e fare pure economia ne posto uno che ha scritto la mia metà impegnata e che condivido ampiamente. E per metà intendo metà femminile extracorporea, ovviamente. Tiè:

http://seiseisju.wordpress.com/2010/04/25/25-aprile/

Ah tra l’altro è anche l’anniversario del primo caso di AIDS scoperto. Ciao.

Ogni tanto succede. Facebook è una rete dalla potenza smisurata e gruppi, notizie, pagine e link si espandono su di essa a macchia d’olio. Ogni tanto succede, qualcuno fa la pagina sbagliata, vuole fare un po’ di casino, vuole fare un po’ il figo e crea qualcosa che colpisca -nel bene o nel male- il prossimo ignaro utente. La situazione gli sfugge di mano, il giorno dopo l’Italia intera parla di lui, è ricercato dalla Polizia Postale e su Facebook stesso dilagano gruppi di protesta zeppi di gente indignata che <<oh, se solo avesse tra le mani il fondatore di quella pagina!>>

In ogni caso a parte l’inutile boato mediatico della cosa, considerando che le pagine Facebook fatte da qualche cretino dovrebbero essere l’ultima preoccupazione e l’ultimo motivo di protesta nel nostro paese, la domanda spontanea è com’è possibile che prima dei down non fregasse niente a nessuno o quasi e ora sono tutti iper-schierati per la loro causa? Perché nelle ultime ore continuano a nascere gruppi di protesta e gruppi d’amore incondizionato verso i trisomici? Tutti vogliono dimostrare di essere persone buone e sensibili, vogliono dimostrare che loro non sono quella gente cattiva che odia i down (certo, perché ne è pieno il mondo no?). Allora fondano gruppi tutti uguali, ognuno creato da qualcuno che piuttosto che aver a cuore davvero la causa probabilmente ha deciso di sfruttare l’occasione per diventare una specie di paladino della giustizia creando un gruppo popolare e ben visto da tutti. Sì perché chiunque crei un gruppo simile ora può fare decine di migliaia di iscritti in poche ore, gente che si iscrive e dichiara il proprio amore per i bambini down, scrive che “il mondo sarebbe un posto migliore se tutti fossimo down” (è stato scritto davvero), poi probabilmente si slogga da Facebook e si dimentica di quello che ha scritto. È l’italiano medio, quello che guarda il Grande Fratello, Studio Aperto e i programmi di Enrico Papi. Gente che è stata istruita al buonismo ignorante dai servizi sui cuccioli nei canili al “telegiornale”. Non a caso anche quando non c’è in ballo nessun casino di questo tipo si vedono gruppi come “Condividi per i malati di cancro, se non lo fai non hai un cuore”, perché se dimostri a tutti i tuoi contatti di aver a cuore chi soffre ti senti una persona migliore. Gente che non conosce nemmeno il significato del vocabolo “ipocrisia”, perché non importa se sei razzista e odi gli immigrati, quando su Facebook scrivi che i down sono le persone migliori del mondo. Eppure questi utenti non si rendono nemmeno conto che nessuno nota il loro becero gesto, la gente vede il link e si sente in dovere di condividerlo, non importa chi l’abbia pubblicato, importa solo far parte di “quelli buoni” e un gesto di per sé già patetico diviene pure fine a sé stesso. Complimenti, popolo di Facebook.

È un po’ che amministro un meraviglioso gruppo di Facebook. È un gruppo senza tema, che cambia nome tipo ogni giorno in qualcosa di contestabile, volgare e/o offensivo per far sbroccare ogni giorno qualche nuovo individuo e di conseguenza permetterci (a me ed altri meravigliosi individui) di provocarlo ulteriormente e farlo sbroccare ancora di più e così via come un gatto che si morde la coda. Cose da troll, insomma. Fatto sta che l’ultimo nome del gruppo è “Noi che ascoltiamo italia amore mio”; una cosa poco spinta insomma, ma considerando che a causa degli ultimi nomi del gruppo esso è invaso da metallari anche un titolo del genere funziona per fare flame. Ad un certo bel punto mi rendo conto che un omino si è iscritto davvero pensando che il gruppo fosse serio, e ha scritto:

froci, nani, ballerine, zecche che militarmente occupano ogni angolino della televisione sia pubblica che privata fischiano contro la bellissima canzone d’amore per l’ITALIA di Emanuele Filiberto dimenticando che le loro laute prebende sono pagate proprio da quei milioni di italiani che quest’Italia la fanno andare avanti con passione!
La valanga di voti popolari che li hanno sommersi sono uno splendido atto d’accusa verso questa immonda ed intollerante intellighenzia radical-chic!

Cioè, addio.

Spiegategli cosa significa.

No ma sono serio. Cosa ne posso sapere io. Magari non sa il significato di “reato”. O di “partiti”.

Capitano i lapsus. Seriamente.

Non esiste. Non può esistere. La prima sera una giuria composta da persone pseudo-competenti e musicisti l’ha miseramente bocciata. Ieri un popolo di ignoranti indottrinati l’ha fatta ripescare. Assieme a Scanu, cazzo.

SMS e chiamate. Ci sono Facebook, MSN, Skype.
Banconote e monete. C’è la carta di credito.
I termosifoni. C’è il termopavimento.
Le auto a benzina. Ci sono forme di energia più pulite.
Il nucleare. Come sopra.
Il razzismo. È da idioti.
La dittatura. Come sopra.
Valerio Scanu. Fa schifo.

Solo in Italia non abbiamo ancora capito certe cose.

Arrotondando per difetto.

L’autore.

È un disadattato.

Tracce.

  • 8,099 malcapitati internauti.

Altre cose per riempire la barra.

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